Associazione KORE
Educazione Psicosomatica



Compagni di Viaggio - Michael Ende

Michael Ende ha lavorato per tutta la sua vita nel mondo dello spettacolo: è stato autore, regista teatrale, critico cinematografico.
Nasce a Garmisch in Germania il 12 novembre 1929. All’età di 16 anni, Ende viene forzatamente arruolato nell’esercito nazista, ma dopo i primissimi combattimenti, fugge dal fronte e aderisce ad una organizzazione antinazista in cui militerà fino al termine della guerra.
Negli anni seguenti il conflitto bellico, Michael Ende incontra il teatro el'Antroposofia di Rudolf Steiner.
Inizia a scrivere e nel 1958 ultima il suo primo libro,Le avventure di Jim Bottone, che viene pubblicato nel 1960. Il libro ottiene un grande successo di pubblico e di critica e l’anno seguente riceve il primo premio per la letteratura per l'infanzia.
Nel 1962 esce il seguito: La terribile banda dei tredici pirati.
Ende si sposa con Ingeborg Hoffmann a Roma nel 1964.
Il suo soggiorno in Italia, a Genzano di Roma, durerà per molti anni. Proprio in questi anni,l’Autore si dedica alla stesura di Momo, che completò nel 1972. Due anni dopo anche questo libro è premiato:
Momo riceve il premio per la letteratura per adolescenti. Ende continua a scrivere: nel 1979 completa e pubblica “La storia infinita”. L'enorme successo del libro e la gran quantità di premi ricevuti favoriscono anche una conseguente riscoperta di Momo da parte di pubblico e critica, tanto che nel  1986 esce la versione cinematografica di Momo, con la colonna sonora firmata da Angelo Branduardi .
Nel 1985 muore la moglie e nello stesso anno Michael torna in Germania. Viaggia spesso recandosi in Giappone e qui, nel 1989, sposa la sua seconda moglie,Mariko Sato. Nel 1992 per Michael Ende iniziano i problemi di salute che, nel loro progredire, ne determineranno la morte avvenuta nel1995, all'età di 65 anni, a Stoccarda.
 “Momo ovvero l’arcana storia dei ladri di tempo e della bambina che restituì agli uomini il tempo trafugato” , è un testo scritto per ragazzi, ma piacevolmente godibile anche in età adulta.
Con semplicità e profondità, Michael Ende, narra la storia di una bambina di nome Momo che riuscirà a salvare il mondo dai Signori Grigi che sottraggono il tempo agli uomini.
Il romanzo, che ruota intorno al tema del tempo, dipinge un affresco dell’umanità e di come questa si
stia trasformando, spinta dalla frenesia tipica della moderna società: siamo sempre più indaffarati,
nervosi e scontrosi e sempre meno disposti ad ascoltare, astarein ciò che la vita ci offre, momento per momento.
Momo é un libro che conquista lentamente, che offre al lettore l’opportunità di riflettere sul reale
valore del tempo, il tempo da dedicare agli altri ma anche a noi stessi, ai nostri pensieri, alle nostre
sensazioni ed emozioni, ai nostri sogni, alle nostre gioie e alle nostre sofferenze.
La storia di Momo inizia in un luogo situato all’estrema periferia di una grande città, dove
esistono, nascosti da un boschetto di pini, i ruderi di un piccolo anfiteatro. Tra queste rovine trova
rifugio una bambina di nome Momo.

“L’aspetto di Momo era davvero insolito e forse poteva anche allarmare quelle persone che danno molta
importanza all’ordine e alla pulizia”(p.11).
Non passa molto tempo prima che gli abitanti del luogo siano conquistati dalla simpatia di Momo e
dal suo essere così speciale <![CDATA[<i>]]> “quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era ascoltare .


Non è niente di straordinario, dirà più di un lettore, chiunque sa ascoltare.
Ebbene, è un errore. Ben poche persone sanno davvero ascoltare E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamenteunica. Momo sapeva ascoltare in tal modo che ai tonti, di botto, si affacciavano alla menteidee molto intelligenti. Non perché dicesse o domandassequalche cosa atta a portare gli altri verso queste idee, no; lei stava soltanto lì e ascoltava congrande attenzione e vivo interesse. Mentre tenevafissi i suoi vividi grandi occhi scuri sull’altro, questisentiva con sorpresa emergere pensieri – riposti dove e quando? – che mai aveva sospettato di possedere…”(17).
Momo non dà consigli né esprime opinioni, con il suo modo di ascoltare favoriscenell’interlocutore la possibilità di trovare da solo le risposte ai suoi quesiti.
Da quando Momo è arrivata nella comunità, i bambini “trovavano più gusto nei giochi … e mica cheMomo proponesse cose speciali! No, Momo era li e giocava con loro. E proprio per questo – non si sa come– ai ragazzi venivano le più belle fantasie. Ogni giorno inventavano nuovi giochi, uno più appassionantedell’altro.”(p.24).
Momo aveva due amici molto cari, uno più giovane d uno più vecchio, che vedeva ogni giorno e checondividevano con lei ogni loro bene.
“Il vecchio si chiamava Beppo Spazzino. Aveva di sicuro un altro cognome ma, dato che di mestiere era spazzino eche tutti lo chiamavano così, anche lui aveva deciso che quel cognome gli stava bene. [....] E faceva il suodovere volentieri e a fondo. Sapeva che era un lavoro assai necessario. Quando spazzava le strade andavapiano ma con ritmo costante: ad ogni passo un respiro e ad ogni respiro un colpo di granata.Passo-respiro-colpo di scopa. Passo-respiro-colpo di scopa.Di tanto in tanto si fermava un momento e guardava,pensieroso davanti a sé. E poi riprendeva. Passorespiro-colpo di scopa. [....]Dopo il lavoro, quando sedeva vicino a Momo, le spiegava i suoi grandi pensieri.E poiché lei ascoltava in quel suo modo speciale, gli si scioglieva la lingua e trovava le parole adatte."Vedi, Momo, … è così: certe volte si ha davanti una strada lunghissima. Si crede che sia troppo lunga,che mai si potrà finire, uno pensa."Guardò un po' in avanti davanti a sé e poi proseguì:"E allora si comincia a fare in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la strada non è diventata di meno. E ti sforzi ancora di più e ti viene la paura e alla fine resti senza fiato... e non ce la fai più.... e la stradasta sempre là davanti. Non è così che si deve fare."Pensò ancora un poco e poi seguitò: "Non si può mai pensare alla strada tutta in una volta, tutta intera capisci?Si deve soltanto pensare al prossimo passo, al prossimo respiro, al prossimo colpo di scopa. Sempresoltanto al gesto che viene dopo…. Allora c'è soddisfazione;questo è importante perché allora si fa bene il lavoro. Così deve essere. E di colpo uno si accorge che,passo dopo passo, ha fatto tutta la strada. Non si sa come.... e non si è senza respiro… Questo è importante." (p.34 – 36).Un giorno arrivano in città i Signori Grigi, che stanno cercando di convincere gli abitanti ditutto il mondo a risparmiare tempo, illudendoli che sarà loro restituito con gli interessi al sessantaduesimocompleanno.
“Nessuno si rendeva conto che, risparmiando tempo, in realtà risparmiava tutt’altro.Nessuno voleva ammettere che la sua vita diventava sempre più povera, sempre più monotona e semprepiù fredda. Se ne rendevano conto i bambini, invece, perché nessuno aveva più tempo per loro. Ma il tempoè vita. E la vita risiede nel cuore. E quanto più ne risparmiavano, tanto meno ne avevano.”(p.69).

Tutticadono nella trappola e toccherà a Momo, aiutata dalla tartaruga Cassiopea che prevede il futuro, masolo per la successiva mezz'ora e dal Maestro Hora,custode del Tempo,salvare il mondo dall’avidità dei Signori Grigi.

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“Esiste un grande eppur quotidiano mistero.Tutti gli uomini ne partecipano, ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlocome viene e non se ne meravigliano affatto.Questo mistero è il Tempo. Esistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perchétutti sappiamo che, talvolta, un’unica ora ci può sembrare un’eternità, e un’altra invece passa in unattimo … dipende da quel che viviamo in quest’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore” (p.55).

Bibliografia

Ende M, Momo, Longanesi Editore, Milano, 1° edizioneottobre 1984, XXXV edizione marzo 2014




Viviana Nacchi
Kore Informa Febbraio 2017