Associazione KORE
Educazione Psicosomatica

STATUTO CENTRO STUDI PER LA RICERCA E L'EDUCAZIONE PSICOSOMATICA KORE
Art. 1
E’ costituita una libera Associazione, senza fini di lucro, denominata “Centro Studi per l’Educazione Psicosomatica Kore”.
La denominazione “Kore” dell’Associazione Culturale solleva l’immagine della “Kore Dea Fanciulla”, figlia di Demetra, Dea Madre. Kore, fanciulla divina, rappresenta il germoglio del femminile; come nel frumento, è la piantina prima del frutto; contiene in sé e simbolizza le potenzialità della madre e della figlia, racchiude in sé la discendenza: un’infinita serie di madri e di figlie insieme. Nella Kore vi è quindi una coscienza integrata, dove tutti gli aspetti del femminile sono rappresentati. La magia trasformativa del femminile è ciò che dà vita sia nella donna che nell’uomo alla possibilità di attuare concretamente tutte le potenzialità del proprio sé in un percorso che rappresenta una vera trasformazione alchemica.
Allo stesso modo la nostra Associazione intende essere un germoglio che con le sue attività stimoli l’individuo a sentirsi “grano maturo”.
L’Associazione ha sede legale in Follonica (GR), Via Bellini n°39.
L’Associazione è regolata dal presente Statuto e dal regolamento che verrà successivamente emanato; per quanto in esso non disposto, dal Codice Civile e dalle leggi vigenti.
Art. 2: Durata dell’associazione
L’Associazione ha durata sino al 31 Dicembre 3000, prorogabile a norma di legge.
Art. 3: Carattere dell’associazione
L’associazione ha carattere volontario e non ha scopi di lucro.
I soci sono tenuti ad un comportamento corretto sia nelle relazioni interne con gli altri soci che con i terzi nonché all’accettazione delle norme del presente Statuto.
L’associazione potrà partecipare quale socio ad altri circoli e/o associazioni aventi scopi analoghi nonché partecipare ad enti con scopi sociali ed umanitari.
Art. 4: Obiettivo dell’Associazione
Negli ultimi anni del secolo, ciò che ha dominato in cultura come eredità del pensiero cartesiano – newtoniano è stato incrinato dalla energia innovativa scaturita dalla nuova fisica, la meccanica quantistica e la teoria della relatività; ciò ha determinato una revisione dell’idea che l’uomo ha dell’universo e del proprio rapporto con esso riportando la fisica alla sua essenza, in quanto il termine deriva da una parola greca che significa “lo sforzo di scoprire la natura essenziale di tutte le cose”.
L’apporto della fisica moderna ci conduce in una direzione dove la visione del mondo non si discosta dalle concezioni delle filosofie occidentali e del misticismo orientale: in questa ottica le scoperte scientifiche dell’uomo sono in armonia con le sue aspirazioni spirituali e con la sua fede religiosa.
Il rapporto uomo – universo si è andato via via descrivendo in termini di relazione e non più in termini di frammentazione in nome della specializzazione. La nuova visione della scienza che ne è scaturita, si presenta come “scienza della complessità”, il mondo naturale è un mondo di varietà e complessità infinite; un sistema astratto di pensiero concettuale, come il pensiero razionale, non potrà mai essere sufficiente per descrivere o comprendere da solo, questa realtà nella sua complessità, in quanto si basa su discriminazioni, astrazioni e classificazioni dell’intelletto che sono sempre relative ed approssimate.

La mente intuitiva ha il compito di subentrare a quella razionale e di integrare, per armonizzare le visioni e produrre chiarificazioni che fanno progredire la scienza.
Affinché la mente intuitiva possa lavorare su una visione complessa della realtà, è necessario che la conoscenza dell’individuo si basi su una visione olistica, dove il mondo oggettivo non è più e mai separato dalla nostra psiche; gli scienziati stanno tentando di raccogliere in una visione globale tutte le infinite reti informative che definiscono i fenomeni naturali.

Una cultura della complessità, implica la conoscenza di tutte le produzioni culturali dell’uomo, sia scientifiche che umanistiche ed una concezione dell’olismo non ristretta come quella che, applicata all’uomo, si limita a considerare l’organismo umano un sistema vivente i cui componenti, soma e psiche, sono in relazione, ma una concezione olistica dove si riconosca l’organismo vivente come parte integrante di sistemi maggiori come l’ambiente fisico e sociale, con i quali esso intrattiene una continua interazione, dove il soggetto è modificato ma anche è in grado di modificare in profondità.

Nel rapporto uomo – natura un percorso di educazione psicosomatica propone in termini nuovi la dialettica che li contraddistingue, dove non si privilegia né l’uno né l’altra, ma la loro relazione; questa dimensione può considerarsi un rinnovato umanesimo, può aprire l’individuo, la società, la cultura, la religione stessa verso un nuovo rinascimento in cui la psiche, il corpo e la spiritualità riscoperte nell’individuo, diventano i paradigmi di una analoga riscoperta degli stessi nella società, sull’onda di un confronto costante e continuo della relazione fra l’evoluzione biologica (percorso di natura) e l’evoluzione culturale e spirituale (percorso dell’uomo).

Nel momento attuale di globalizzazione, termine impreciso per sottolineare i legami economici che vincolano i singoli paesi tra loro, in una logica sistemica totale, il percorso che ci proponiamo è il passaggio dalla cultura della globalizzazione alla cultura della totalità, dell’ecumenismo. La mediazione per una cultura dell’ecumenismo sarà la logica del simbolo che in questa prospettiva ci pone oltre il segno per aprirci alla ricerca del rapporto con la totipotenzialità degli archetipi. Per quel che riguarda l’uomo, la dimensione centrale da individuare, è il tema del sé e delle sue consapevolezze. Per l’Associazione Kore è di riferimento culturale e metodologico l’Ecobiopsicologia, disciplina che si propone di studiare in chiave scientifica la relazione che intercorre tra l’uomo ed il mondo che lo circonda. L’uomo rappresenta il termine ultimo di sviluppo che lega in modo inscindibile i regni minerale, vegetale ed animale, l’ecobiopsicologia indaga la possibilità da parte dell’uomo di visitare con la coscienza di adesso, gli aspetti archetipici della vita, sedimentati nel corpo come istinti e rintracciabili nella psiche come immagini. In questa ottica,
Il Centro Studi per la Ricerca e l’Educazione Psicosomatica Kore
Associazione Culturale, si pone come finalità specifica un impegno di educazione psicosomatica, intesa come educazione alla gestione consapevole del proprio corpo nella relazione con gli altri e con la natura.

Movendo dallo studio e dalla individuazione delle funzioni psicosomatiche nell’uomo è possibile educare l’individuo a conoscere se stesso in tutte le sue manifestazioni e a comprenderne il senso; in questo tipo di indagine la malattia si rivela come espressione di disagio del corpo: i sintomi sono un messaggio che quello esprime, è necessario imparare a leggerli, ad interpretarli secondo il senso che essi hanno.

La lettura del corpo per decodificare il senso dei suoi sintomi, rappresenta una forma di prevenzione che contiene informazione, informazione utile a reintegrare nella vita quelle energie a cui, con il nostro comportamento, abbiamo negato l’espressione e che sono divenute quindi somatizzazioni: è possibile restituire alla vita quelle energie che sono state a questa sottratte ed investite nella malattia.

Se lo sappiamo ascoltare il corpo ci racconta e ci informa: la funzione inibita o alterata nella malattia ci suggerisce il senso di questa, quindi il disagio che stiamo vivendo, la corrispondente funzione psichica alterata.

Il Centro intende essere sede di ricerca, approfondimento e divulgazione oltre che di discipline scientifiche, di discipline umanistiche come letteratura, filosofia, religione, attraverso le quali l’uomo ha espresso nei secoli i bisogni del suo corpo e della sua anima.

A tale scopo l’Associazione si avvarrà di contributi multidisciplinari di specialisti che studiano il mondo naturale e le discipline letterarie e umanistiche. L’Associazione si propone di operare in campo culturale, divulgativo, didattico, formativo e terapeutico attraverso idonee iniziative che verranno stabilite annualmente dal consiglio direttivo. L’obiettivo dell’Associazione è un confronto culturale con le diverse realtà presenti sul territorio e, dunque, le iniziative saranno rivolte non soltanto ai singoli partecipanti appartenenti a tutte le fasce d’età, ma anche, e soprattutto, agli Enti quali la Scuola, le Associazioni Culturali, il mondo della politica e dell’impegno sociale.

Questo sapere ci fornisce una concezione del mondo nella quale le scoperte scientifiche sono in perfetta armonia con le aspirazioni spirituali, con la fede religiosa; il contributo della scienza moderna alla conoscenza dimostra che quelle ritenute da sempre discipline dei bisogni dell’anima, hanno una loro validità nel rivelare la relazione tra bisogni dell’anima e del corpo, sono un “serbatoio” di informazione psicosomatica a cui attingere per decodificare ciò che simbolicamente rappresentano; ci informano su ciò che dell’uomo non è esterno e manifesto, ma appare intimo e “ celato” ad una modalità attuale e prevalente di approccio alla natura ed alla persona, basata solo su valutazione di parti e che considera il linguaggio scientifico l’unico con cui si può descrivere le funzioni del vivente.

Il corpo umano viene solitamente suddiviso nei suoi apparati e considerato degno di attenzione soltanto se questi ultimi si ammalano: quale senso e quale funzione quelli abbiano nella vita biologica ed in quella psichica, non indagato. La natura, in ogni forma è trattata sempre o per tamponare una disfunzione o per il suo sfruttamento, rispondendo ad una esigenza economica e culturale del momento senza valutare i danni che può comportare.

Come si trascura, di fronte ad un sintomo espresso da un organo, che l’intero corpo è ammalato, è a disagio, così non si percepisce che un insediamento industriale costruito su un terreno considerato adatto, produrrà poi alterazioni nell’aria, nell’acqua e nel sottosuolo; sono modificazioni “ celate”, non evidenti e quindi non fruibili per decidere se ciò che quell’insediamento ci dà è più di ciò che ci toglie: si riveleranno solo quando è troppo tardi, come un corpo curato solo nella repressione del sintomo rivelerà poi il disagio celato e non curato con una malattia più grave.

In un programma di Educazione Psicosomatica si chiude il cerchio tra scienza e misticismo; quando l’uomo accoglie il contributo di tutte le discipline che esso ha prodotto per conoscersi, avrà consapevolezza di sé in ogni suo aspetto. Tra scienza, discipline umanistiche e religione non ci sarà più contraddizione, ma solo linguaggi diversi , ciò che in noi appare “ celato” sarà manifesto.

Se una educazione psicosomatica è indispensabile all’individuo per acquisire le consapevolezze utili a comprendere la sincronicità tra corpo e anima per una gestione della salute e della malattia, lo è ancora di più per coloro che oltre alla gestione di se stessi, hanno per ruolo o per professione, affidata la gestione, anche parziale della vita, dell’educazione, della salute di altri o la gestione del territorio.
I SOCI

Art.5: Requisiti dei Soci
Possono essere Soci le persone fisiche, le persone giuridiche e altri Enti che presentino domanda di adesione I soci saranno classificati in tre distinte categorie:
  1. Soci Fondatori quelli che hanno partecipato alla costituzione dell’associazione nonché quelli di cui all’accluso elenco;
  2. Soci Onorari quelle Personalità, Società o Enti che, a giudizio insindacabile del Comitato Direttivo, si sono particolarmente di stinti nella collaborazione e nel sostegno delle attività della Associazione. La qualifica di Socio Onorario è a vita (salvo recesso dell’interessato).
  3. Soci Ordinari coloro ai quali il Comitato Direttivo affida incarichi o competenze di particolare rilevanza nell’ambito delle attività della Associazione.
  4. Soci sostenitori tutti gli altri soci, per i quali è stata accettata la domanda di adesione di cui sopra. Il Consiglio Direttivo delibera, con giudizio insindacabile non motivato, circa la domanda di cui sopra.

Art.6: Doveri dei soci
L’appartenenza all’associazione ha carattere libero e volontario ma impegna gli aderenti al rispetto delle risoluzioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statutarie.
Art.7: Perdita della qualifica di socio
La qualifica di socio può venir meno per i seguenti motivi:
  1. per dimissioni da comunicarsi per iscritto almeno 3 (tre) mesi prima dello scadere dell’anno;
  2. per decadenza e cioè per la perdita di qualcuno dei requisiti in base ai quali è avvenuta l’ammissione;
  3. per delibera di esclusione del Consiglio direttivo per accertati motivi di incompatibilità; per aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente statuto o per altri motivi che comportino indegnità; a tale scopo il consiglio direttivo procederà entro il primo mese di ogni anno sociale alla revisione della lista dei soci;
  4. per ritardato pagamento dei contributi per oltre un anno.
Le competenze, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna categoria di soci verranno stabilite dal regolamento di cui all’art.1 del presente Statuto. La decadenza per morosità o per provvedimento disciplinare va dichiarata dal Consiglio Direttivo con delibera insindacabile.
Art.8: Organi dell’associazione
Organi dell’associazione sono:
  • l’assemblea;
  • il consiglio direttivo;
  • il presidente;
  • i revisori dei conti.

L'ASSEMBLEA

Art.9: Partecipazione all’assemblea
L’Associazione ha nell’assemblea il suo organo sovrano. Hanno diritto di partecipare all’assemblea tutti i soci di cui all’Art. 5. L’Assemblea dei Soci è convocata almeno una volta all’anno entro il 30 Aprile per l’approvazione del conto consuntivo dell’anno precedente e del bilancio preventivo, mediante comunicazione scritta diretta a ciascun Socio almeno dieci giorni prima della data fissata per la riunione. L ‘Assemblea può essere convocata tanto in sede ordinaria che straordinaria:
  • per decisione del Consiglio Direttivo;
  • su domanda indirizzata al Presidente, di almeno un terzo dei Soci.
Art.10: Costituzione e deliberazioni dell’assemblea
L’assemblea in sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei soci. In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci.
L’assemblea in sede straordinaria è validamente costituita sia in prima che in seconda convocazione con la presenza di almeno i due terzi dei soci. Sia in sede ordinaria che straordinaria è ammesso l’intervento per delega da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro socio: è vietato il cumulo delle deleghe.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente e vi presenzia il Segretario o un suo delegato; possono presenziare, ma non hanno diritto di voto, tutti coloro che hanno collaborato a qualsiasi titolo con l’Associazione o che sono stati invitati per tale motivo dal Consiglio Direttivo.
Hanno diritto di voto tutti i soci in regola con il pagamento della quota annua all’Associazione. Sono ammesse a votare le persone maggiorenni che risultano iscritte all’Associazione da almeno 6 mesi. Chiunque sia presente all’assemblea ha diritto di intervenire ed il suo intervento deve essere verbalizzato. L’Assemblea ordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione con la metà più uno dei voti espressi. L’assemblea straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi, salvo il caso di scioglimento per il quale è richiesto il voto favorevole dei tre quarti dei soci. Le deliberazioni prese in conformità allo statuto obbligano tutti i soci anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.
Art.11: Forma di votazione nell’assemblea
L’assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Presidente e per argomenti di particolare importanza, come quelle riguardanti persone, la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto.
Art. 12: Compiti dell’assemblea
All’assemblea spettano i seguenti compiti:
in sede ordinaria
  1. discutere approvare il bilancio consuntivo elaborato dal Consiglio Direttivo e accompagnato dalla relazione del collegio dei revisori dei conti;
  2. discutere ed approvare il bilancio preventivo predisposto dal Consiglio Direttivo
  3. eleggere i membri del consiglio direttivo ed i revisori dei conti;
  4. fissare, su proposta del consiglio direttivo, le quote di ammissione ed i contributi associativi nonché la penale per i ritardati versamenti;
  5. deliberare sulle direttive d’ordine generale dell’associazione e sull’attività da essa svolta e da svolgere nei vari settori di appartenenza;
  6. deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal consiglio direttivo; in sede straordinaria
  7. deliberare sullo scioglimento dell’associazione;
  8. deliberare, in caso di scioglimento dell’Associazione sulla devoluzione del patrimonio residuo
  9. deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;
  10. deliberare sul trasferimento della sede dell’associazione;
  11. deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal consiglio direttivo.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 13: Composizione del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è eletto nell’assemblea ordinaria elettiva ed è composto da un minimo di 3(tre) a un massimo di 7(sette) membri.
Il consiglio direttivo dura in carica tre anni e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali. Al termine del mandato i consiglieri possono essere riconfermati.

Negli intervalli tra le assemblee sociali ed in caso di dimissioni, decesso, decadenza od ogni altro impedimento di uno o più dei suoi membri, purchè meno della metà, il consiglio direttivo ha facoltà di procedere –per cooptazione- alla integrazione del consiglio fino al limite stabilito dall’assemblea ordinaria elettiva.
Ogni carica è gratuita, fermo restando il rimborso delle spese occasionate dalla carica stessa.
Il Consiglio Direttivo elegge, al suo interno, fra consiglieri eletti, nella prima riunione dopo l’assemblea ordinaria elettiva, il Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere ed il Segretario.
Il Consiglio direttivo conferisce deleghe per i compiti da assegnare a soci o a consulenti esterni.
Art.14: Compiti del Presidente
Il Presidente dirige l’Associazione e la rappresenta nei confronti dei terzi ed in giudizio e cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea e del consiglio direttivo. Ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento degli affari sociali. Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnano l’associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi. Sovrintende in particolare all’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo. Il Presidente può delegare, ad uno o più consiglieri, parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente. Nei casi di urgenza può esercitare i poteri del Consiglio, salvo ratifica da parte di questo, mediante convocazione straordinaria. Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea ed il Consiglio Direttivo.
Art. 15: Elezione del Presidente
Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo e dura in carica un triennio e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali. In caso di dimissioni o di impedimento grave, tale giudicato dal Consiglio Direttivo, il Consiglio Direttivo stesso provvede ad eleggere un Presidente sino alla successiva assemblea ordinaria.
Art. 16: Vice-Presidente
Il Vice-Presidente svolge le funzioni del Presidente in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo. In caso di mancanza del Vice-Presidente, ne assume temporaneamente le funzione il Segretario.
Art 17: Segretario
Il Segretario è il depositario dei documenti dell’Associazione. Inoltre, prepara le convocazioni, e cura la compilazione dei verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei Soci: in tali funzioni può essere affiancato da uno o più Soci di sua scelta.
Art. 18: Tesoriere
Il Tesoriere predispone il rendiconto che dovrà deliberare il Consiglio: in tale funzione, può servirsi di professionisti consulenti di fiducia, previa approvazione da parte del Consiglio direttivo.
Art. 19: Compiti del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo ha il compito di:
  1. deliberare sulle questioni riguardanti l’attività dell’associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’Assemblea assumendo tutte le iniziative del caso, fatte salvo quelle appartenenti all’Assemblea;
  2. predisporre i bilanci consuntivi da sottoporre all’Assemblea secondo le proposte della presidenza;
  3. deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che ecceda l’ordinaria amministrazione;
  4. procedere all’inizio di ogni anno sociale alla revisione degli elenchi dei soci per accertare la permanenza dei requisiti di ammissione di ciascun socio prendendo gli opportuni provvedimenti in caso contrario;
  5. deliberare l’accettazione delle domande per l’ammissione di nuovi soci;
  6. deliberare, con giudizio insindacabile, la misura del contributo annuo;
  7. deliberare sull’adesione e partecipazione dell’associazione ad enti ed istituzioni pubbliche e private che interessano l’attività dell’associazione stessa designandone i rappresentanti da scegliere tra i soci;
Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Associazione. Le delibere che riguardano la gestione ordinaria hanno valore esecutivo senza necessità di ratifica da parte dell’Assemblea dei Soci.
Art.20: Riunioni del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma tre volte all’anno, e comunque ogni volta che il Presidente, o almeno tre dei suoi membri, lo ritengano necessario. La convocazione avviene mediante avviso scritto almeno cinque giorni prima della data fissata in caso di urgenza, anche a mezzo fax, telegramma o posta elettronica. Il Consiglio è presieduto dal Presidente, ed in sua assenza dal Vice Presidente. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri che compongono il Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Le votazioni avvengono in modo palese, eccetto che per quelle riguardanti persone, per le quali si procede a voto segreto. Il voto del Presidente è ritenuto doppio. Le sedute e le deliberazioni del Consiglio sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
Art. 21: Compiti dei Revisori dei Conti
Ai revisori dei conti spetta, nelle forme e nei limiti d’uso, il controllo sulla gestione amministrativa dell’associazione. Essi devono esaminare il conto consuntivo e il bilancio preventivo predisposti dal Consiglio Direttivo e redigere la loro relazioni, con osservazioni e conclusioni, da presentare all’assemblea, svolgono altresì ogni altro compito attribuito loro per legge o per statuto.
Art. 22: Elezioni dei Revisori dei Conti
L’Assemblea dei soci può procedere in qualsiasi momento, previa richiesta di assemblea ordinaria ad eleggere il Collegio dei Revisori dei Conti, composto da 3(tre) persone, scelte in tutto o in parte fra persone estranee all’associazione avuto riguardo alla loro competenza. Il Collegio dei Revisori dei Conti dura in carica tre anni e suoi membri sono rieleggibili. Ove la situazione economico-finanziaria dell’Associazione non dovesse ritenere necessaria la costituzione di un Collegio di Revisori, il Consiglio Direttivo può chiedere all’Assemblea dei Soci di provvedere temporaneamente alla nomina di un solo revisore.

FINANZE E PATRIMONIO

Art. 23: Patrimonio sociale
Il patrimonio sociale è costituito dalle quote annuali dei soci e da qualsiasi altro provento o proprietà, in qualunque modo elargito. In particolare, verranno accettati i contributi, destinati al perseguimento degli scopi dell’Associazione, da parte dello Stato, di Enti locali e di Soggetti Pubblici o Privati; inoltre andranno a costituire il patrimonio i proventi delle attività sociali. Il Consiglio Direttivo delibererà sul reimpiego di detti proventi per l’ adempimento degli scopi associativi. Il patrimonio verrà investito in attività che, con prudente apprezzamento del Consiglio direttivo, presentino caratteristiche di sicurezza e affidabilità.
Art: 24: Entrate dell’associazione
Le entrate dell’associazione sono costituite:
  1. dalla quota di iscrizione da versarsi all’atto dell’ammissione all’associazione nella misura fissata dall’assemblea ordinaria;
  2. dai contributi annui ordinari, da stabilirsi annualmente dall’assemblea ordinaria su proposta del consiglio direttivo;
  3. dalle quote di soci onorari;
  4. da eventuali contributi straordinari, deliberati dall’assemblea in relazione a particolari iniziative che richiedono disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario;
  5. da versamenti volontari degli associati;
  6. da contributi di pubbliche amministrazioni, enti locali, istituti di credito e da enti in genere;
  7. da sovvenzioni, donazioni o lasciti di terzi o associati.
I contributi ordinari devono essere pagati in un'unica soluzione entro il il 30 marzo di ogni anno.
Art. 25: Durata del periodo di contribuzione
I contributi ordinari sono dovuti per tutto l’anno solare in corso qualunque sia il numero dell’avvenuta iscrizione da parte dei nuovi soci. Il socio dimissionario o che comunque cessa di far parte dell’associazione è tenuto al pagamento del contributo sociale per tutto l’anno solare in corso.
Art. 26: Diritti dei soci al patrimonio sociale
Il socio che cessi per qualsiasi motivo di far parte dell’associazione perde ogni diritto al patrimonio sociale.

NORME FINALI E GENERALI

Art. 27: Esercizi sociali
L’esercizio sociale inizia il 1° Gennaio di ogni anno e termina il 31 Dicembre di ogni anno. L’amministrazione e la tenuta della contabilità dell’associazione è affidata al segretario secondo le direttive del Presidente del consiglio direttivo. Alla fine di ogni esercizio redigerà il conto consuntivo da portare alla verifica dei Sindaci Revisori e all’approvazione dell’Assemblea dei Soci
Art. 28: Scioglimento e liquidazione
In caso di scioglimento l’assemblea designerà uno o più liquidatori determinandone i poteri. All’atto dello scioglimento il netto che eventualmente risultasse dalla liquidazione dovrà essere versato a favore di altra o altre associazioni esistenti nella zona con gli stessi o affini scopi o intendimenti, o per fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 29: Rinvio
Per tutto quanto non è previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.